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Machikoba no Techo 1° novembre 2026

Machikoba no Techo

Nobuhide Kanagawa, Presidente

Per il nostro 27° anniversario

A tutti voi,

Novembre. L’autunno si è fatto profondo e, a poco a poco, il mare comincia a mostrare i primi segni dell’inverno.

Grazie, come sempre, per aver scelto i prodotti di KeyStone Corporation.

Il 1° novembre 2026, grazie a voi, la nostra azienda ha raggiunto il 27° anniversario dalla fondazione.

Lo dobbiamo interamente ai nostri clienti, ai nostri partner commerciali e alle tante persone che ci hanno sostenuto. A tutti voi va il mio più sentito ringraziamento.

■ Uno sguardo a 27 anni turbolenti

Dalla fondazione nel novembre 1999, costruiamo egi in una piccola officina nella prefettura di Saga.

Guardando indietro, la strada è stata tutt’altro che piana.

Nel 2011 abbiamo attraversato uno yen storicamente forte, a 75,32 per un dollaro. Oggi, nel 2026, ci troviamo in un’epoca di yen debole, che si avvicina a 160 per un dollaro.

In appena quindici anni circa, lo yen ha perso quasi la metà del suo valore rispetto al dollaro.

Il grande terremoto del Giappone orientale, i mutamenti dell’economia mondiale, l’impennata dei prezzi delle materie prime. A ogni cambio d’epoca, anche le condizioni attorno a chi produce sono cambiate profondamente.

Con lo yen forte abbiamo sofferto la concorrenza sui prezzi dei prodotti esteri; con lo yen debole affrontiamo l’aumento dei costi di materiali ed energia. Ogni periodo ha avuto le sue difficoltà.

Un tempo la nostra azienda si basava soprattutto sulla produzione OEM; poi ha svoltato con decisione verso la produzione e la vendita con il proprio marchio.

Cambiare un modo di lavorare costruito in tanti anni non è mai facile. Ma volevamo portare nel mondo, con il nostro nome, prodotti in cui credevamo. Quel desiderio ci ha sostenuto fino a oggi.

Per quanto sia cambiato il contesto, c’è una cosa che abbiamo mantenuto immutata.

È l’impegno a fare le cose con le nostre mani, nella nostra fabbrica in Giappone.

Eppure il nostro lavoro non si esaurisce affatto dentro la fabbrica.

Ci sono i tester e i monitor che provano i prodotti sul campo in tutto il paese e che talvolta ci danno pareri severi. Ci sono le tante persone che sostengono il nostro lavoro dalle posizioni più diverse.

I prodotti KeyStone sono nati e si sono affinati unendo l’esperienza e la saggezza di queste persone alla competenza e alla passione dei nostri colleghi in fabbrica.

L’orgoglio del made in Japan non è solo una questione di luogo di produzione. Per me significa mettere in un singolo prodotto il pensiero e la responsabilità di ogni persona che vi ha lavorato.

■ Il progresso della tecnologia e il modo di essere dell’uomo

Anche l’ambiente attorno a internet è cambiato molto negli ultimi anni.

In realtà già da diversi anni avevamo constatato che moltissimi accessi sospetti e tentativi di attacco raggiungevano i nostri server, ed eravamo fin da allora ben consapevoli del pericolo.

Per questo, già diversi anni fa, avevamo riscritto in codice alternativo tutti i programmi PHP usati sul nostro sito web.

Per evitare equivoci, va detto che il linguaggio di programmazione PHP in sé non ha colpe. Il linguaggio è stato migliorato nel corso degli anni e sono stati introdotti meccanismi per scrivere programmi sicuri.

Il problema, a mio avviso, è che si può scrivere codice capace di creare vulnerabilità senza sfruttare appieno quei meccanismi, e che tale codice continua a essere usato senza venire rivisto.

Per esempio, una tecnica di base per prevenire la SQL injection è il «placeholder»: un meccanismo che separa nettamente le istruzioni date al database dai dati inseriti dall’esterno.

Eppure esiste anche codice che non usa questi meccanismi e unisce direttamente il testo inserito all’istruzione SQL.

Anche se un linguaggio evolve, la sicurezza non può essere garantita se le conoscenze e la consapevolezza di chi lo usa non tengono il passo.

E ancora oggi, sui server che gestiamo, si osservano quasi ogni giorno accessi che tentano l’attacco noto come SQL injection.

Sento che il senso di allarme di qualche anno fa non era affatto infondato.

Naturalmente, cambiare linguaggio di programmazione non fa sparire ogni minaccia. La sicurezza assoluta non esiste, e il controllo quotidiano e il miglioramento continuo sono indispensabili.

Dedicarsi ogni giorno alla produzione e, nello stesso tempo, esaminare i log dei server e prendere misure di sicurezza: è un lavoro che non immaginavo quando fondammo l’azienda 27 anni fa.

Ma proteggere la qualità dei prodotti e proteggere un ambiente informatico che i clienti possano usare con fiducia sono, allo stesso modo, responsabilità che un’azienda deve assumersi.

Il progresso della tecnologia arricchisce la nostra vita, ma può anche essere usato con malizia.

In fondo, la tecnologia in sé non è né buona né cattiva. Ciò che viene messo in discussione è il modo di essere delle persone che la usano.

■ Mio padre e il capitano Picard

Stavo riflettendo proprio su queste cose quando, il 28 ottobre 2026, Sir Patrick Stewart, interprete del capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation, una serie che amo fin da giovane, si è spento all’età di 86 anni.

La notizia è arrivata appena quattro giorni prima del nostro 27° anniversario.

Ha avuto un’influenza non piccola sul mio modo di vedere la vita, e sento una profonda tristezza.

In questa serie ci sono molte parole che ancora non riesco a dimenticare.

Una è la scena in cui il capitano Picard dice al giovane Wesley Crusher che imparare a pilotare un’astronave non basta, e parla dell’importanza di studiare la storia, l’arte e la filosofia.

Incoraggiò anche Data, l’androide che sogna di diventare umano, a imparare che cosa significhi essere umani recitando l’Enrico V di Shakespeare.

Emozioni e contraddizioni umane, coraggio e conflitti interiori. Anche per Data, con il suo immenso sapere, la conoscenza da sola non basta a capire gli esseri umani. Credo che lì ci fosse una profonda comprensione dell’umanità, che non cambia per quanto avanzino la scienza e la tecnologia.

A pensarci bene, se non avessi incontrato il capitano Picard, probabilmente non avrei mai provato nemmeno un modesto interesse per il mondo letterario di Shakespeare.

Una serie di fantascienza ambientata in un lontano futuro mi ha condotto a una letteratura vecchia di secoli.

E quando ripenso alle parole del capitano Picard, vi rivedo la figura di mio padre, il compianto Genzo Kanagawa, fondatore della nostra azienda.

Mio padre era un tecnico fino al midollo. Mentre metteva la sua passione nella ricerca tecnica, nutriva anche un forte interesse per la storia, la letteratura e la filosofia.

A prima vista, tecnica e studi umanistici possono sembrare mondi diversi. Ma per mio padre, forse, entrambi erano indispensabili per capire l’essenza delle cose.

E soprattutto c’era il suo modo, quasi testardo, di tener fede alle proprie convinzioni, e i suoi principi saldi e incrollabili. In questo, mio padre e il capitano Picard mi sembrano sorprendentemente simili.

Scegliere la strada che si ritiene giusta, anche a costo di scontrarsi con chi ci sta intorno. Forse non è un modo abile di vivere. Ma c’era in esso una ferma convinzione che non si muove per il solo calcolo di perdite e guadagni.

Uno, mio padre, ha perseguito la tecnica in una piccola officina di Saga. L’altro, un capitano nell’universo del lontano futuro, ha avuto a cuore l’intelletto e la dignità dell’uomo.

I due hanno vissuto in mondi del tutto diversi, eppure nella mia mente si sovrappongono in modo singolare.

Affinare la propria competenza e capire gli esseri umani. E non perdere mai di vista le proprie convinzioni, qualunque cosa accada.

Sento di aver imparato da loro due l’importanza di tutto questo.

■ La società oltre la tecnologia

Nel mondo del XXIV secolo in cui vive il capitano Picard, l’accumulo di ricchezza non è più lo scopo della vita. Le persone lavorano per migliorare se stesse e l’intera umanità.

E lo stesso Stewart, che lo ha interpretato, era una persona che dava valore alla giustizia sociale e ai diritti umani e che ha affrontato le disuguaglianze della società.

Se da un lato la libera concorrenza sostiene lo sviluppo economico, dall’altro credo che l’istruzione e il welfare non debbano essere lasciati al solo principio della concorrenza.

Una società in cui tutti abbiano la possibilità di imparare e possano vivere con dignità umana. Questo ideale coincide anche con il futuro incarnato dal capitano Picard.

Oggi, con la rapida evoluzione dell’IA, il futuro un tempo descritto dalla fantascienza sta diventando a poco a poco realtà.

Ma il progresso della tecnologia e la maturazione della società umana non sono necessariamente la stessa cosa.

Per quanto eccellente sia la tecnologia che abbiamo in mano, a che cosa la useremo? Che cosa proteggeremo e che cosa lasceremo alla prossima generazione?

Sento oggi con rinnovata forza l’importanza di conoscere la storia, studiare la filosofia e accostarsi alla letteratura e all’arte.

■ Sempre da una piccola officina di Saga

In questi 27 anni non siamo mai stati una grande azienda.

Eppure abbiamo creduto che ci fossero cose che solo noi potevamo fare, e siamo andati avanti per tentativi.

Accogliere le nuove tecnologie è importante. Ma l’esperienza e l’intuito maturati in tanti anni, e l’atteggiamento serio verso il prodotto che si ha davanti, non si sostituiscono facilmente.

Per quanto avanzino l’IA e le tecnologie digitali, credo che ciò che alla fine ci viene chiesto siano la saggezza e il giudizio delle persone che le usano, e ciò che esse desiderano realizzare.

Continueremo a imparare le nuove tecnologie e ad affrontare nuove sfide, senza temere i cambiamenti dei tempi.

Nello stesso tempo, voglio custodire la passione per il fare ereditata da mio padre, la tecnica costruita in 27 anni e l’orgoglio per la manifattura giapponese.

Un singolo egi fatto da noi diventa parte dei ricordi di pesca di qualcuno. Questa gioia è la forza più grande che ci spinge a continuare.

Anche nel nostro 28° anno continueremo a offrire prodotti davvero nostri, da una piccola officina di Saga.

Vi chiedo di continuare a riservare la vostra fiducia a KeyStone Corporation.

E infine, al grande capitano che ha avuto un’influenza non piccola sulla mia vita.

Rest in peace, Captain.

1° novembre 2026
KeyStone Corporation
Nobuhide Kanagawa, Presidente

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